Author Archives: rossolampone

MINI BUNDT CAKE AL LATTE DI COCCO

Nell’ultimo periodo mi è toccato seguire una dieta disintossicante, praticamente la dieta del senza. Diciamo che ha funzionato abbastanza, ma immaginate cosa possa significare niente latte e derivati, niente soia o cereali alternativi, niente uova, solo tre tipi di frutta.

Un disastro! Le prime settimane sono state dure in effetti, poi ho cercato di fare con quello che potevo e mi sono messa ai fornelli per auto produrmi dei dolcini del senza…

Ho sperimentato dolcini all’acqua, con olio farina e zucchero….abbastanza buoni,  si sentiva che mancava qualcosa, una volta le uova o il latte, l’altra il burro.

Poi finalmente dopo le prime settimane d’urto, ho potuto aggiungere qualche ingrediente e ho iniziato a  compensare quell’assenza in qualche modo.

Vi basteranno della buona farina, un po’ di amido di riso e del latte di cocco di qualità, io mi affido sempre ad Alpro, per avere dei mini bundt cake deliziosi. Se poi userete uno stampo moderno e accattivante, come il MINI VERTIGO di Silikomart, otterrete dei bundt cake eleganti, ottimi da servire per l’ora del tè o un fine pranzo leggero, perfetti per molti intolleranti .

Il latte di cocco è molto delicato nel suo gusto, non regala un sapore marcato di cocco ma dona all’impasto tanta morbidezza. Se ricercate un gusto più deciso di cocco basterà aggiungere del cocco rapè, ma in ogni caso potrete dare spazio alla fantasia e arricchire questi mini bundt cake con gli aromi che preferite e accompagnarli con panna o creme o frutta fresca.

Io ad esempio li ho serviti per un fine pranzo ai miei ospiti, con un ciuffetto di panna montata e delle fragole lasciate macerare con un po’ di zucchero.

Per me  invece ho scelto solo di spolverarli con un po’ di zucchero a velo, scoprendo a mie spese che i miei nipotini, che adorano i dolci semplici, li hanno adorati così. ora dovrò rimettermi all’opera se ne vorrò mangiare qualcun altro!

Provateli e mi direte!

A presto

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MINI BUNDT CAKE AL LATTE DI COCCO
soffici bundt cake dalla forma accattivante, perfetti per una merenda in giardino con gli amici...i bambili li adoreranno! E non solo
Porzioni
6 bund cake
Ingredienti
  • 100 gr Farina "0"
  • 75 gr zucchero di canna
  • 25 ml Olio di semi di Mais
  • 125 ml latte di cocco
  • 25 gr amido di riso
  • 1/2 bustina lievito per dolci
  • 1 cucchiaino estratto naturale di vaniglia
Porzioni
6 bund cake
Ingredienti
  • 100 gr Farina "0"
  • 75 gr zucchero di canna
  • 25 ml Olio di semi di Mais
  • 125 ml latte di cocco
  • 25 gr amido di riso
  • 1/2 bustina lievito per dolci
  • 1 cucchiaino estratto naturale di vaniglia
Istruzioni
  1. In una ciotola capiente, unire farina, amido di riso, zucchero, lievito e aroma alla vaniglia. Mescolarli bene.
  2. In una ciotola mettere il latte di cocco e l'olio e mescolarli leggermente con una forchetta.
  3. Aggiungere i liquidi nella ciotola con le polveri, mescolando con una frusta.
  4. Versare il composto negli stampini fino a riempirli per i 3/4 della loro capacità.
  5. Cuocere in forno caldo a 160° per circa 15 minuti, dovranno risultare dorati. Per verificarne la cottura fate la prova stecchino, con uno stuzzicadenti verificando se uscirà asciutto o meno.
Recipe Notes

Potrete decorare i bundt cake con del semplice zucchero a velo o della glassa reale. Sono ottimi mangiati soli con una buona tazza di tè ma anche se accompagnati con fragole e panna


CHEESECAKE ALLE MORE E FIORI DI MONTAGNA

Questa cheesecake che vi propongo oggi è una vera e propria torta improvvisata. Si una di quelle torte che non avevi programmato, ma che nasce da quello che si ha in casa con l’aggiunta di poco altro e complice un invito a cena potrebbe diventare una vera chicca…

Solitamente in questi momenti si punta su un cavallo di battaglia, qualcosa di stra-testato e collaudato per non fare figuracce, ma io ci metto sempre del mio a complicare le cose e qualche variante l’apporto sempre. Si potrebbe dire che ami il rischio!

In fondo è un po’ strano pensare ad una cheesecake come a un dolce improvvisato dell’ultimo minuto e fino a poco tempo fa non avrei mai detto di poter considerare una cheesecake come una torta “improvvisata”. Non era nemmeno un dolce che amavo, il suo gusto “formaggioso” non mi convinceva granchè e la trovavo un po’ laboriosa da preparare, visto l’impiego della gelatina e il necessario periodo per farla rassodare.

Ma quasi fosse una congiura, mi è stato spesso richiesta dal parterre d’assaggio e fanne una, fanne due, fanne molte ho trovato il giusto equilibrio ed è nato un amore! Prima bilanciando il gusto, rendendola molto più appetibile alle mie papille gustative, mescolando formaggi più delicati del classico philadelfia e velocizzando i passaggi da seguire per il montaggio.

Risultato? E’ diventata uno dei dolci che prediligo preparare e che a quanto pare riesce anche bene, a detta delle mie cavie assaggiatrici, tanto dal diventare pure una torta improvvisata da invito a cena del quasi ultimo momento.

Naturalmente un paio di ore di tempo bisogna comunque metterle in conto perchè si solidifichi per bene, ma tutto sommato non è un dolce così difficile da preparare e soprattutto vi ripagherà con il suo gusto fresco e leggero. Perfetta per un ottimo dopo cena!

Per questa cheesecake avevo dei biscotti frollini che giravano per casa di diverso tipo, un mezzo panetto di burro in frigo e della ricotta fresca  e giusto qualche giorno prima avevo comprato un vasetto di marmellata di more. E’ bastato comprare dal fruttivendolo sotto l’ufficio, in pausa pranzo, delle more fresche, uno yogurt e la panna montata, et voilà ecco pronto un dolce goloso e molto primaverile.

Poteva andare bene così, bastava decorare con un po’ di more fresche e della granella di pistacchio, avanzata dai cupcake arlecchino di qualche tempo fa ed eravamo a posto, il dolce per la cena era pronto.

Poi mi cade l’occhio su un pacchettino di fiori misti per dolci acquistato qualche mese fa in alto Adige. Dopo mesi in cui mi sono chiesta tante volte come impiegarli al meglio, ecco che dal nulla, la voglia di colorare la mia cheesecake, mi fa prendere il pacchettino e spargerci sopra un po’ di fiori.

Il risultato? Strabiliante come la menta e la verbena abbiano esaltato il gusto delle more!

Se vi capitasse di andare in Alto Adige, andate a visitare i Giardini aromatici WIPPTAL KRAUTERGARTEN in Alta Val D’Isarco. In estate organizzano passeggiate guidate sulle erbe selvatiche e visite nei dintorni dove crescono i loro fiori. I loro prodotti sono formidabili e spaziano dai fiori edibili per cucinare agli zuccheri aromatici, passando per  le tisane e gli infusi e prodotti di bellezza. Dalle loro erbe si sprigionano dei profumi fantastici, che mi hanno fatta innamorare!  Prossimamente vi presenterò altri dei loro fantastici prodotti.

Ora vi lascio alle vostre cheesecake improvvisate, io credo che andrò a prepararne un’altra.

A presto!

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CHEESECAKE ALLE MORE E FIORI DI MONTAGNA
Porzioni
4 persone
Ingredienti
  • 250 gr frollini integrali
  • 80 gr burro senza lattosio
  • 300 gr ricotta di mucca
  • 125 gr yogurt bianco
  • 200 ml panna da montare
  • 1 cucchiaino estratto naturale di vaniglia
  • 300 gr marmellata di more
  • 300 gr more fresche
  • 14 gr gelatina in fogli
  • qb fiori edibili (menta e verbena)
  • qb granella di pistacchio
  • 100 gr zucchero semolato fine
  • 50 ml latte
  • 4 cucchiai zucchero di canna
Porzioni
4 persone
Ingredienti
  • 250 gr frollini integrali
  • 80 gr burro senza lattosio
  • 300 gr ricotta di mucca
  • 125 gr yogurt bianco
  • 200 ml panna da montare
  • 1 cucchiaino estratto naturale di vaniglia
  • 300 gr marmellata di more
  • 300 gr more fresche
  • 14 gr gelatina in fogli
  • qb fiori edibili (menta e verbena)
  • qb granella di pistacchio
  • 100 gr zucchero semolato fine
  • 50 ml latte
  • 4 cucchiai zucchero di canna
Istruzioni
  1. Sciogliere a bagnomaria il burro e nel frattempo sbriciolare finemente i biscotti. Amalgamare i biscotti con il burro. Foderare un cerchio da pasticceria di circa 22 cm di diametro con carta forno, e ricoprire con il composto di biscotti e burro, stendendolo bene. Mettere in congelatore per almeno mezz'ora, in modo che si indurisca bene.
  2. In una ciotola con acqua fredda, far reidratare 10gr di gelatina. Scaldare il latte fino a che non prenda bollore e scioglierci la gelatina ben strizzata. Lavorare la ricotta con una forchetta e lo zucchero in modo da amalgamarli bene e ottenere una crema. Aggiungere lo yogurt e mescolare bene in modo da non avere grumi. Aggiungere il latte intiepidito e la vaniglia. A parte montare la panna montata e incorporarla alla crema mescolando delicatamente dall'alto al basso fino ad ottenere una crema liscia.
  3. Prendere la base, posizionarla su un piatto all'interno di un cerchio foderato di acetato. Spalmare sulla base un velo di marmellata di more, coprire con metà della crema. Versare, facendo attenzione non vada sui bordi, /5 cucchiai di marmellata di more. coprire con la restante crema, livellandola bene. Mettere in frigorifero almeno un paio di ore a rassodare.
  4. Cuocere in un pentolino antiaderente le more lavate con un po' di zucchero di canna, per qualche minuto. Passarle con un frullatore ad immersione e filtrarle attraverso un colino a maglie strette. Ammollare nell'acqua la gelatina rimanente. Scaldare la purea di more aggiungendo 3 cucchiai di marmellata e un goccio d'acqua per rendere la salsa meno densa. Spegnere e far sciogliere la gelatina bene strizzata. Far intiepidire.
  5. Sformare la cheesecake, togliendo delicatamente sia il cerchio che il foglio di acetato. Versare sulla superficie la salsa alle more e decorare con fiori freschi di menta e verbena e granella di pistacchio.

BUNNY CHIFFON CAKE….. ovvero la mia prima FLUFFLOSA

Da quando sono entrata a far parte del Network Ifood, ancora non mi ero cimentata nella preparazione della Fluffosa. Si perchè non si può parlare di Ifood senza parlare di lei!

Una torta americana che nel mondo è conosciuta come chiffon cake e che da noi ha assunto una sua nuova identità grazie alla fantasia e la passione di alcune delle storiche fondatrici di Ifood.

E’ un dolce che ho assaggiato in diverse occasioni e differenti posti trovandolo fantastico nella sua semplicità! Quello che ti conquista sicuramente è la sua sofficissima consistenza.

Per Pasqua avevo in mente un bel giardino verde con tanti fiori, mi serviva solo capire su quale base farlo crescere. Così mi sono immaginata una torta alta e  morbida e quindi, ho pensato che era arrivato il momento di cimentarmi; la teglia classica per la chiffon cake/flufflosa già da tempo aspettava fiduciosa di essere testata.

Appena sformata vedendola bella alta, ho capito che sarebbe stata perfetta per il mio giardino! Così ho iniziato  a preparare i miei fiorellini in pasta di zucchero. Mentre li preparavo mi ricordavo di un bellissimo stampo acquistato qualche tempo fa, con fantastici “culetti”di coniglio ( potete trovarlo qui ) che poteva tornare molto utile.

Così il mio giardino ha preso forma ed è stato invaso da quattro simpatici coniglietti, che si sono tuffati nella soffice fluffosa a cercare colorati ovetti di Pasqua.

E’ stato quasi un peccato tagliarla e disturbare i piccoli Bunny, però ne è valsa la pena ve lo assicuro. Il suo gusto era fantastico, il tè EarlGgray si è prestato benissimo, con le sue note agrumate di bergamotto.

Vi auguro allora una buona merenda, che anche la vostra sia piena di Flufflose e naturalmente una felice Pasqua da passare in buona compagnia!

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BUNNY CHIFFON CAKE
Una Fluffosa leggera, leggera al sapore insolito di earl grey su cui poggia un giardino pieno di fiori e di coniglietti alla ricerca di uova di Pasqua
Porzioni
4 Persone
Ingredienti
  • 180 gr Farina "0"
  • 125 gr zucchero di canna
  • 4 Uova grandi
  • 75 ml Olio di semi di Mais
  • 1 bustina Cremor tartaro
  • 1 cucchiaino Bicarbonato
  • 2 cucchiaini Tè Earl Grey sfuso
  • 1 cucchiaio Tè Earl Grey sfuso
  • 90 ml latte io ho usato quello senza lattosio ma va benissimo qualsiasi tipo, anche di soia o di riso
Glassa e decoro
  • 1 albume
  • 170 gr zucchero a velo
  • 1/2 limone
Porzioni
4 Persone
Ingredienti
  • 180 gr Farina "0"
  • 125 gr zucchero di canna
  • 4 Uova grandi
  • 75 ml Olio di semi di Mais
  • 1 bustina Cremor tartaro
  • 1 cucchiaino Bicarbonato
  • 2 cucchiaini Tè Earl Grey sfuso
  • 1 cucchiaio Tè Earl Grey sfuso
  • 90 ml latte io ho usato quello senza lattosio ma va benissimo qualsiasi tipo, anche di soia o di riso
Glassa e decoro
  • 1 albume
  • 170 gr zucchero a velo
  • 1/2 limone
Istruzioni
  1. Scaldare una tazza di acqua, portandola a bollore. Spegnere e mettere in infusione il cucchiaio di Tè, lasciare coperto circa 5 minuti poi filtrare e far raffreddare.
  2. Tritare intanto, finemente in un robot da cucina, i cucchaini di Tè fino a polverizzarli il più possibile. Io mi sono aiutata anche con le mani, togliendo le parti ancora grossine.
  3. In una ciotola capiente setacciare la farina con il cremor tartaro, il bicarbonato e il tè polverizzato. Aggiungere lo zucchero di canna e amalgamare bene tutti gli ingredienti.
  4. Aggiungere il latte, l'olio di semi di mais e 4 cucchiai del tè messo in infusione, ormai raffreddato. Da ultimi aggiungere i soli tuorli lasciando gli albumi da parte e mescolare bene, con una frusta, fino ad avere un composto liscio ed uniforme. Non servirà montare molto l'impasto essendoci anche l'agente lievitante.
  5. Montare gli albumi a neve e incorporarli delicatamente all'impasto mescolando dall'alto al basso con un mestolo.
  6. Versare il composto in una forma apposita da Angel Cake, del diametro di circa 17 cm senza ungerla o infarinarla in nessun modo. In alternativa potete usare una forma classica da ciambella, in questo caso andrà ingrassata con un po' di burro e infarinata o potrete spruzzare uno spray apposito.
  7. Cuocere in forno caldo a 160°C per circa 45 minuti. Se iniziasse a colorire troppo dopo circa 20/25 minuti aprite il forno e copritela con un foglio di alluminio e proseguite la cottura. una volta che intingendo uno stuzzicadenti, questo esce asciutto la flufflosa sarà pronta. Capovolgere la forma in modo che appoggi sui suoi piedini e attendere che si raffreddi. Nel raffreddarsi scenderà da sola scivolando sui bordi. Se non dovesse staccarsi completamente aiutatela passando un coltello sui bordi e capovolgetela nuovamente.
  8. Una volta raffreddata, coprirla con la glassa reale: montare un albume con le fruste elettriche e quando diventa spumoso aggiungere lo zucchero a velo continuando a montare e qualche goccia di limone. Spalmare la glassa sulla superficie della chiffon cake e coprire con codette verdi per ricreare il prato. Preparare poi con la pasta di zucchero i coniglietti e i fiorellini e decorate il vostro "giardino".


CROSTATA DI MELE ALL’AVENA E CARDAMOMO

Ormai siamo entrati nella primavera, finalmente le giornate si allungano e le temperature sono decisamente più gradevoli. Aver voglia di un dolce alle mele, sarà un sintomo nostalgico dell’inverno o del non adattarsi al cambiamento? Eppure a me questo desiderio prende puntualmente, quasi succube di una certa dipendenza. I dolci con le mele sono tra i miei dolci preferiti, magari le mele cotte con la cannella le posso relegare ad un post pranzo leggero invernale ma, ad esempio non disdegnerei mai uno strudel alto atesino, o un’apple pie nemmeno ad agosto.  Per una per una mela dolce e succosa abbinata ad una crema golosa è sempre il momento giusto!

Questa crostata si potrebbe definire una tarte rustica dalle nuove scoperte! Iniziando dalle mele, perchè da poco ho conosciuto la Pink Lady. Dapprima sono diventate la mia pausa merenda al lavoro una volta scovate dal fruttivendolo dietro l’Ufficio, ma ora le utilizzerei per tutto. Molto dolci e succose , ma al contempo per nulla farinose o friabili.

E poi c’è la farina d’avena che sto  usando spesso per le mie preparazioni ultimamente, sia da sola che in abbinamento ad altre farine, come per questa crostata, dove ho scelto di abbinarla alla farina “0”, ma per un prodotto da forno come il plumcake o il ciambellone, mi è capitato di usarla da sola ed ottenere ottimi risultati in termini di consistenza e di gusto. Una farina antica dal sapore comunque dolce, che ridà quel sapore rustico dei dolci di una volta, quelli della nonna o dell’infanzia e il cui sapore si amalgama benissimo con la frutta.

 

Per avere una crostata in versione più primaverile che invernale, ho evitato di usare la cannella e sfatato il binomio per me formidabile mela-cannella e ho optato per il cardamomo, questa spezia che arriva dall’india,che regala un aroma leggermente agrumato ma con  toni meno aspri e pungenti del limone. fino ad ora lo avevo assaggiato in forma di infuso o come condimento prezioso al ristorante indiano. Ma ho scoperto che il suo aroma regala alla crema pasticcera un gusto delicato ma molto molto buono!

Se poi per la crema si userà latte di soia o di riso, si può avere anche un golosissimo dolce lattosio free, senza perdere la golosità e anzi facendo assaporare di volta in volta gusti nuovi e diversi ai vostri assaggiatori!

i mie di assaggiatori hanno gradito! Un vero peccato è che questa crostata di mele sia durata troppo poco! a quanto pare non bastava una fetta a testa e i miei propositi di farla diventare la merenda della settimana in ufficio sono svaniti subito!

Provatela e poi mi direte!

Buona primavera!

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CROSTATA DI MELE AVENA E CARDAMOMO
Porzioni
4 persone
Ingredienti
Base
  • 100 gr Farina "0"
  • 150 gr Farina d'avena integrale
  • 1 uovo
  • 125 gr burro senza lattosio
  • 1 cucchiaino estratto di vaniglia bourbon
  • 100 gr zucchero di canna
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
Crema
  • 300 ml latte di soia
  • 1/2 cucchiaino cardamomo in polvere
  • 25 gr farina di riso
  • 80 gr zucchero di canna
  • 3 tuorli
Altri
  • 2 o 3 mele pink ladies
  • gelatina d'albicocche
Porzioni
4 persone
Ingredienti
Base
  • 100 gr Farina "0"
  • 150 gr Farina d'avena integrale
  • 1 uovo
  • 125 gr burro senza lattosio
  • 1 cucchiaino estratto di vaniglia bourbon
  • 100 gr zucchero di canna
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
Crema
  • 300 ml latte di soia
  • 1/2 cucchiaino cardamomo in polvere
  • 25 gr farina di riso
  • 80 gr zucchero di canna
  • 3 tuorli
Altri
  • 2 o 3 mele pink ladies
  • gelatina d'albicocche
Istruzioni
  1. Lavorare il burro a temperatura ambiente con lo zucchero utilizzando le fruste elettriche o la planetaria. Quando lo zucchero si sarà ben amalgamato, aggiungere l'uovo leggermente sbattuto, la vaniglia, e il lievito. Da ultime aggiungere le farine e impastare velocemente sul piano di lavoro fino ad avere una palla bella liscia e omogenea. Avvolgere in pellicola trasparente e schiacciare leggermente l'impasto formando un rettangolo. Riporre in frigorifero per almeno un'ora.
  2. Preparare la crema: scaldare il latte in un pentolino fino a portarlo a bollore, con il cardamomo (i semi vanno aperti e prelevato il contenuto). Nel frattempo in una ciotola a parte, montare i tuorli con lo zucchero e aggiungere la farina di riso setacciata.
  3. Filtrare il latte e versarlo sul composto di uova a filo mescolando nel frattempo. Versare la crema nuovamente nel pentolino e far addensare mescolando con una frusta per non farla attaccare. Versare la crema in una ciotola di vetro e coprirla con pellicola trasparente a contatto. Farla raffreddare a temperatura ambiente.
  4. Stendere la frolla e rivestire una teglia con bordi alti di circa 20 cm di diametro. la teglia andrà rivestita di carta forno (leggermente bagnata prima) o imburrata e infarinata, o ancora spruzzata di spray antiaderente. Bucherellare la base della crostata con una forchetta e spalmare un velo di gelatina di albicocche. coprire con la crema.
  5. Distribuire sulla superficie le mele tagliate a fettine a piacere. Distribuire sulle mele qualche fiocchetto di burro e una spolverata di zucchero di canna. Cuocere in forno caldo a 170°C per circa 25 minuti fino a che la crostata non sarà bella dorata.
  6. Far intiepidire la crostata su una gratella e spennellarla a piacere con gelatina di albicocche.

CUPCAKE ARLECCHINO

il carnevale è alle sue battute finali e per tradizione oggi  Martedì grasso è l’ultimo giorno in cui fa festa e divertirsi. Ma ci vorrà mai una ricorrenza per farlo? Forse è questo che mi ha sempre urtato di questa ricorrenza, o il fatto che da piccola mi si toglieva il gusto di sfoggiare il mio vestitino perché sommerso sotto strati e strati di indumenti, che tenessero al caldo o ancora il trovarmi coriandoli ovunque per giorni.

Ad ogni modo, secondo me ogni momento è buono per far festa e per preparare qualcosa di buono così sono nati questi cupcakes, tutti colorati proprio come la maschera di cui portano il nome, Arlecchino! Pensati soprattutto per far felici i miei nipotini che appena li hanno visti erano contentissimi, dopo con le faccine tutte sporche di crema, credo pure…

finalmente poi ho trovato l’occasione per provare la granella di pistacchio che mi hanno regalato a Natale, proveniente da un favoloso negozietto di eccellenze del territorio, che si trova a Rivoli Torinese (TO) . Se siete in zona per godervi una bella passeggiata per il centro, sulla via principale: Via Piol, che porta al Castello , fate un salto da Miele&Dintorni, troverete tante leccornie e idee per i vostri piatti, nonchè un ottimo miele!

Ora non mi resta che augurarvi un buon Martedì grasso e buon divertimento!

A presto

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CUPCAKE ARLECCHINO
Porzioni
Ingredienti
  • 30 gr di granella di pistacchio
  • 2 uova
  • 90 gr di burro a temperatura ambiente
  • 125 gr di zucchero di canna
  • 250 ml di latte
  • ½ bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 200 ml di panna
  • 20 ml di latte
  • 250 gr di mascarpone
  • 2 cucchiai di zucchero a velo
  • decorazione
  • pasta di zucchero
  • colori alimentari
  • confettini colorati
Porzioni
Ingredienti
  • 30 gr di granella di pistacchio
  • 2 uova
  • 90 gr di burro a temperatura ambiente
  • 125 gr di zucchero di canna
  • 250 ml di latte
  • ½ bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 200 ml di panna
  • 20 ml di latte
  • 250 gr di mascarpone
  • 2 cucchiai di zucchero a velo
  • decorazione
  • pasta di zucchero
  • colori alimentari
  • confettini colorati
Istruzioni
  1. Mescolare la farina, lo zucchero, il pistacchio con il sale e la vaniglia. (la procedura è curiosa ma darà i suoi risultati, ho seguito i consigli di Ernst Knam nel suo libro “che paradiso è senza cioccolato?”).
  2. Aggiungere le uova una per volta. Incorporare il burro a tocchetti e il latte (quest’ultimo mettetelo a gradi se l’impasto iniziasse a diventare liquido smettere di incorporarlo).
  3. Versare l’impasto nelle formine da cupcakes o muffin, riempendole fino a ¾ dal bordo e cuocere in forno caldo a 160° per circa 25 minuti. Una volta pronti farli raffreddare su una gratella e sformarli.
  4. Preparare la farcitura: Montare la panna con lo zucchero a velo e incorporarla delicatamente al mascarpone, già amalgamato con il latte.
  5. Con un sac-a-.poche a bocchetta tonda, larga e liscia, decorare i cupcake con la crema. Decorare con le stelle filanti di zucchero e i confettini colorati a piacere. Per le stelle filanti basta colorare della pasta di zucchero con coloranti alimentari o comprarla già colorata, ricavare delle striscioline e arrotolarle su dei pennarelli in modo che seccando prendano la forma.
Recipe Notes

Vi consiglio di decorare i cupcake al momento di servire o in frigorifero le stelle filanti si scioglierebbero e i confettini perderebbero il loro colore.


Colazione per due

San Valentino è probabilmente la ricorrenza più discussa. Viene  criticata principalmente per il business che l’accompagna e forse anche perché non si ha  nessuno con cui festeggiare e si pensa di doverla snobbare.  Ma con tutto questo rosso, potrebbe mai non piacermi? (altro…)


VERRINE DI RICOTTA E RIBES CON BASE CROCCANTE AL MIELE E NOCI

Avrei voluto augurarvi Buon Natale e non ci sono riuscita, spero che mi scusiate, ma sono stata fagocitata dalla cucina e dal lavoro. Ma complice l’influenza e qualche giorno di riposo eccomi qui! Pronta per augurarvi un buon anno, con un dolce leggero e delicato. Questi bicchierini mono porzione di dolce ricotta e ribes che si amalgamo cremosi e freschi con noci croccanti. Tutti ingredienti naturali pensati appositamente per Bellezza al naturale. E’ una tradizione ormai da qualche anno che prepari un dolce per le due ragazze che sono l’anima di questo portale, dedicato al vivere bene, alla ricerca di prodotti che coccolino il nostro corpo e alla nostra anima. Fateci un salto quando potete vedrete che vi piacerà!

E poi in queste feste sono sicura che non vi sarete risparmiati a tavola, e non me ne voglia la mia dietista, ma nemmeno io devo dire. Perchè allora non concludere con un dolce semplice e delicato ma molto, molto gustoso?

E’ con un tocco di rosso in puro stile RossoLampone, che voglio accompagnarvi nel conto alla rovescia che ci porterà fra due giorni a salutare il 2016 e dare il benvenuto al 2017. Che sia un anno pieno di cose belle per tutti noi!

A presto,
















INGREDIENTI

400 gr di ricotta fresca,
125ml di latte di soia,
40gr di zucchero di canna chiaro,
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia,
300gr di ribes,
2/3 cucchiai di zucchero di canna (dipende da quanto
siano aspri i frutti),
50ml di acqua,
4gr di agar agar,
50gr di riso soffiato,
50gr di amaranto,
100gr di noci tritate,
4 cucchiai di miele di agrumi o acacia,
80gr di zucchero di zucchero di cocco,
cannella a piacere,
Preparare il croccante:
In una casseruola con fondo spesso, far sciogliere il miele e lo zucchero di
cocco senza mescolare, eventualmente ruotare leggermente la pentola. Intanto
tritare le noci.
Una volta sciolto
tutto, togliere dal fuoco e aggiungere, il riso soffiato, l’amaranto, le noci
tritate e la cannella. Amalgamare bene il tutto.
Stendere il croccante,
distribuendolo bene su una placca ricoperta di carta forno e cuocere in forno
caldo a 160° per circa 15 minuti (il croccante dovrà dorarsi un po’, se si
scurisce troppo toglierlo dal forno). Far raffreddare.
Nel frattempo preparare
la gelatina di ribes: mettere i ribes in un pentolino antiaderente con lo
zucchero di canna (lasciarne qualcuno da parte per la decorazione). Quando le
bacche si saranno rotte, frullare con un frullatore ad immersione. Passare la
purea di ribes in un colino a maglie fitte e filtrare in un altro pentolino.
Sciogliere l’agar agar
nell’acqua e aggiungere ai ribes intiepiditi. Far completare il raffreddamento
a temperatura ambiente.
Setacciare la ricotta
in modo da eliminare tutta l’acqua. Lavorarla con una forchetta aggiungendo lo
zucchero di canna (prima passato nel frullatore per renderlo più fine).
Aggiungere man mano il latte di soia a temperatura ambiente.
Sulla base delle verrine
(io ho usato dei bicchierini dello yogurt), distribuire il croccante
spezzettato. Con un sac-a-poche, riempire fino a poco prima della metà con la
crema di ricotta. Versare la gelatina e mettere per 10/15 minuti in
congelatore. Completare con altra crema di ricotta e decorare con croccante
sbriciolato e ribes freschi a piacere.


VILLAGE DE NEIGE

Il freddo è arrivato senza dubbio, finalmente si preannuncia un inverno veramente inverno, con la neve il gelo e tutto quello a cui siamo abituati e da qualche anno non vedevamo. Già sarebbe bellissimo un Natale con la Neve no? O è forse un’idea troppo romantica? Io mi sono portata avanti e ho invaso il blog di casette innevate di pan di zenzero, entrando nel pieno dell’atmosfera natalizia. E’ così che immagino il mio Natale! Con tanta soffice neve, esattamente come il piccolo villaggio che popola questa torta. Che sia l’anno buono? Io ci spero!


Coraggio  tutti ad impastare pan di zenzero e riempire di profumi le vostre cucine! Natale sta arrivando!


A presto…


INGREDIENTI:


Hokkaido chiffon cake  (dosi
da moltiplicare per 2 torte)
180gr
di farina 0,
60gr
di farina di riso,
80ml
di latte,
6
uova medie,
80ml
di olio di semi di arachidi,
120gr
di zucchero semolato,
1
pizzico di sale,
2 cucchiaini
di essenza alla vaniglia,
2 o più cucchiaini di cannella (in base al gusto personale),
Creme de Neige
250gr  di mascarpone,
300gr di panna da montare,
125gr di yogurt bianco,
4 cucchiai di zucchero a velo,
Pralinato di nocciole
80gr
di nocciole tostate,
70gr
di zucchero di canna integrale,
50gr
di acqua,
1
cucchiaino di cannella in polvere,
Pan di zenzero
350 gr di farina 0,
80 gr di zucchero di canna,
60 gr di zucchero a velo,
80 gr di miele d’acacia,
150 gr di burro senza lattosio,
1 uovo, 
1 tuorlo,
1/4 di cucchaino di chiodi di garofano in polvere,
1/4 di cucchiaino di coriandolo tritato,
1/2 cucchiaino di noce moscata,2 cucchiaini di cannella,1 cucchiaino di zenzero in polvere,

9 gr di bicarbonato,
1 albume,
150gr di zucchero a velo vanigliato,
Marmellata di albicocche,
Per prima cosa consiglio di preparare le casette di pan di zenzero con anticipo, io le ho preparate qualche giorno prima e conservate in scatole di latta. La procedura per preparare biscotti e ghiaccia reale per l’assemblaggio, la potete trovare qui. Per le dimensioni dei biscotti fate riferimento all’immagine seguente: (Io ho seguito  direttamente il libro Ginger Bread Wonderland di mima Sinclair)

Per la Hokkaido chiffon cake: separare
i tuorli dagli albumi. Montare inizialmente i tuorli con 40 gr di zucchero fino
ad avere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere
nell’ordine l’olio, il latte, la vaniglia e le spezie, continuando a montare il
composto.

Aggiungere
la farina setacciata (io l’ho passata nel setaccio due volte perché non ho
usato una farina poco raffinata).
A
parte montare gli albumi con lo zucchero rimanente a neve ferma e incorporarli
all’altro composto delicatamente mescolando dall’alto al basso per inglobare bene aria.
Dividere
il composto tra due forme da 18cm (spruzzare prima uno spray distaccante o
ungere con un filo d’olio e infarinare sulle basi e le pareti delle teglie) e
cuocere in forno caldo a 160° per circa 30 minuti.
Appena
sfornate le torte, potrebbero sgonfiarsi leggermente ma è normale. Farle raffreddare bene
su una gratella prima di sformarle.
Preparare il pralinato di nocciole: tostare
le nocciole in una padella per qualche minuto e tenerle da parte.
 Nel frattempo in
una pentola antiaderente, preparare lo sciroppo di zucchero, versandovi a
freddo lo zucchero e poi l’acqua e portare a 120°C, a quel punto aggiungere le
nocciole tostate, mescolare bene e farle caramellare. Togliere dal fuoco appena
lo zucchero incomincia a cristallizzare e  depositarsi intorno alle nocciole. Farle raffreddare e poi tritarle nel mixer grossolanamente
aggiungendo la cannella in polvere.
Per ultima preparare la crema di farcitura: Montare la panna fredda con lo zucchero a velo, a neve ferma. Lavorare in una ciotola con un mestolo di legno il mascarpone per ammorbidirlo e aggiungere lo yogurt. Incorporare la panna mescolando delicatamente dall’alto al basso.
Passare all’assemblaggio della torta: prendere una Hokkaido chiffon cake e spalmare la superficie di marmellata di albicocche (meglio farla sciogliere leggermente in un pentolino). cospargere di pralinato e coprire con metà della crema.
Posizionare sopra l’altra base e spennellarla di marmellata. coprirla a piacere con la restante crema. Posizionare le casette e gli alberelli sulla base e decorare con meringhe sbriciolate o zuccherini bianchi.

MON PETIT MONTBLANC

Questo è uno di quei grandi classici in cui non mi ero mai cimentata fino ad ora, un po’ timorosa che fosse un po’ pesantino con tutta la panna con cui originariamente è farcito, pur adorando i dolci con le castagne ed essendo golosissima di maron glacèe! Così la voglia di un dolcino con le castagne e compici due chiacchiere con la mia amica Anna mi sono sentita ispirata e pronta per farlo diventare il candidato ideale. Ho voluto sperimentare qualcosa di diverso e non ridurmi alla solita montagna di crema di marroni coperta di panna, volevo invece che si sapori si amalgamassero in modo più delicato rimanendo distinti e distinguibili.

Se chiudevo gli occhi (si lo so li sogno pure i dolci) lo vedevo più come una collinetta che una montagna, il mio petit montblanc!

Per la crema di marroni devo ringraziare le preziose istruzioni dello chef nonché titolare dell’antica Trattoria Castelnuovo di San Giorio di Susa (T0)…. se capitate in Val di Susa non potete non andarci… ogni autunno in occasione della sagra dei marroni di San Giorio, organizza un menù in tema sempre delizioso, e se doveste capitare in un altro momento potrete assaggiare una cucina del territorio molto gustosa e delle pizze buonissime!..Se poi arrivate al dolce vi consiglio la Tarte Tatin…favolosa!
INGREDIENTI:

Pâte sucrèe
250gr farina 0,
75gr di zucchero a velo,
25gr di mandorle tritate,
140gr di burro a temperatura ambiente,
1 uovo,
1 bacca di vaniglia,
Cremoso al cioccolato
2 tuorli,
30gr di zucchero di canna,
100gr di latte,
1 foglio di gelatina,
50gr di cioccolato fondente 70%
maroon glacèe a pezzetti,
Sfere cremose al mascarpone
250gr di mascarpone,
200ml di panna da montare,
4 cucchiai di zucchero a velo vanigliato,
Crema di marroni
600gr di castagne,
500ml di latte,
10gr di zucchero di canna,
1 bacca di vaniglia,
1 pizzico di sale,
2 cucchiai di rhum,

Preparare (anche un giorno prima), l’inserto al cremoso di cioccolato: 
Reidratare la gelatina in acqua fredda, nel frattempo portare il latte ad ebollizione e a parte lavorare i tuorli con lo zucchero. Versare il composto di uova nel latte e riportare sul fuoco fino ad arrivare a 85°C. Togliere dal fuoco e aggiungere la gelatina ben strizzata, unire il cioccolato tagliato a tocchetti e farlo sciogliere bene. Amalgamare il tutto per un paio di minuti con un frullatore ad immersione. 
Prendere la forma di semi sfere piccole e riempire con il cremoso. Aggiungere dei pezzettini di maron glacèe in ogni semi sfera facendo attenzione a non spingerli troppo in fondo. Mettere in congelatore per un paio di ore.

Lavorare il mascarpone con un cucchiaio di legno. Montare la panna ben fredda e man mano che monta incorporare lo zucchero a velo. Incorporare la panna al mascarpone delicatamente mescolando dall’alto al basso.

Versare parte del composto nelle semi sfere grandi aiutandosi con un sac-a-poche, posizionare i piccoli cremosi di cioccolato e proseguire nel riempire gli stampi con la restante mousse al mascarpone fino al bordo e livellare bene in modo che siano lineari. Mettere in congelatore per una notte. Il mattino dopo mettere in frigorifero.

Per la pâte sucrèelavorare il burro con un frullino elettrico o la planetaria (usare in questo caso l’accessorio a foglia) e aggiungere lo zucchero. Incidere la bacca di vaniglia e prelevare con la punta del coltello i semi all’interno e metterli nella ciotola con il burro.

Aggiungere l’uovo leggermente sbattuto, le mandorle tritate e da ultima la farina precedentemente setacciata, impastare qualche minuto e versare l’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e lavorare brevemente a mano per formare un panetto  liscio.
Appiattire la pasta in un rettangolo e avvolgere di pellicola trasparente. Far riposare in frigorifero almeno un’ora.

Stendere la pasta fino a 3/4 millimetri e con un coppa pasta rotondo ritagliare tante biscotti. Per le dimensioni occorre regolarsi in base alla forma di semisfera che si utilizzerà per la mousse al mascarpone. I biscotti dovranno essere di un diametro leggermente superiore (ad esempio se le semisfere grandi hanno un diametro di 8 cm i biscotti dovranno essere di almeno 10cm di diametro). Metterli su una placca del forno rivestita di carta forno.

Cuocere in forno caldo per circa 10 minuti a 170°. I biscotti dovranno essere dorati in superficie in modo uniforme. Sformare le basi e metterle a raffreddare su una gratella.

Preparare la crema di marroni: Incidere fino alla polpa le castagne e bollire in acqua per circa 20 minuti. Scolarle e farle intiepidire. Spellarle e sbucciarle e rimettere sul fuoco con il latte, lo zucchero, i semi di vaniglia e il sale.
Cuocere fino a che non si sarà rappreso il latte ma far si che il composto rimanga morbido (se necessario aggiungere un po’ di latte).  Da ultimo aggiungere il rhum. Una volta pronta mettere la crema in un sac-a-poche con bocchetta zigrinata.

Montare il petit mont blanc: Bagnare i biscotti con un po’ di latte, posizionare al centro di ognuno la sfera con l’inserto al cioccolato. Intorno alle sfere completare con la crema ai marroni. Su ogni sfera scavare un leggero avallamento e posizionare un maron glacèe e decorare a piacere con scaglie di cioccolato fondente.
Se vi avanzassero dei biscotti, infornateli sono buonissimi anche gustati da soli.


MINI SEMIFREDDO ALLA RICOTTA CON BASE DI AMARANTO E GELATINA DI UVA MOSCATO

Intorno a casa mia credo abbiano deciso di far diventare il quartiere un supermercato, con l’intento di coccolarci? O di soffocarci? La scelta è fin troppo ampia e naturalmente anche la tranquillità  delle vie qui intorno viene sacrificata. 


Certo non sono contraria alla grande distribuzione e ai posti di lavoro che crea e nemmeno alla comodità di averne uno aperto 24 ore proprio vicino a casa (è comodissimo iniziare ad impastare e accorgersi di aver dimenticato qualcosa…).
Però subisco ancora il fascino del “negozietto” o della “botteguccia”, quell’aspetto da Paese più che da grande città. Non ci sono paragoni tra il prendere un filoncino di pane preincartato da una cesta e dall’andare dalla signora Maria, farsi due chiacchiere e prendere due pagnotte, inebriarsi dei profumi del forno e uscirne anche con un pezzo di focaccia o un croissant appena sfornato che non erano preventivati.


Certo la grande distribuzione offre ampia scelta, ma spesso la vera qualità ce l’ha ancora il negozio vicino casa e grazie anche ai prodotti del territorio, queste realtà  ancora  esistono e si sta nno plasmando ai tempi attuali, e trovi così, spesso, non più la bottega di quartiere ma una bottega chic che offre eccelelnza. In fondo Eataly insegna no?… E le vostre città? Si respira ancora aria di artigianalità?
Prendete ad esempio il negozio di vini in fondo alla mia via, ecco fosse per il vino che consumo non mi avrebbe probabilmente mai visto varcare la sua soglia, ma anche solo le sue vetrine sempre curate e ricercate ti invogliano ad entrare e sbirciare. Infatti intorno alle botti e l’eleganza del suo vino e delle sue belle bottiglie in fila, trovi ottimi prodotti a km zero del nostro territorio come quelli della Cascina Prunotto o di Cascina San Cassiano.
E’ sempre un buon posto dove andare per cercare un regalo vinoso per chi il vino lo beve, o un 
miele aromatizzato, delle pesche sotto moscato o ottime gelatine da abbinare ai formaggi e tra una golosità e l’altra scambio sempre due parole con la titolare, le ho fatto conoscere Rossol@mpone, di tanto in tanto le porto ad assaggiare qualcosa e lei mi consiglia sugli abbinamenti e mi fa sempre fare ottime figure con il suo vino quando lo porto in regalo.


Sarebbe triste avere solo delle corsie piene di scaffali e delle casse fai da te per far la spesa no? O addirittura farla a portata di click dal proprio pc e riceverla direttamente a casa… non trovate che avere ancora un rapporto umano e un consiglio esperto siano tutta un’altra cosa?


L’uva dolce e succosa dei miei semifreddi arriva dritta dritta dalle vigne di Santo Stefano Belbo e le cantine Bosio, uva destinata a diventare ottimo moscato, talmente dolce che non ha bisogno nemmeno le venga aggiunto dello zucchero. L’uva delle Langhe, che una mattina mi ha regalato la sig.ra Bosio vedendomi passare davanti al suo negozio. 


Un’ uva in cui vedo oltre la bontà, la cordialità del quartiere, vedo il calore della conoscenza tra persone che può farti iniziare molto bene la giornata.


Non potevo non usarla una dolce creazione, era splendida con i suoi acini piccoli e fitti, da mangiare e fotografare…e si vede che era un’ottima fonte di ispirazione…perchè il semifreddo è andato a ruba! 


Ve lo consiglio!


A presto

INGREDIENTI


Base
250gr di semi di amaranto,
100gr di biscotti secchi tritati,
70gr di burro,
Crema
400gr di ricotta,
200gr di panna,
125gr di yogurt naturale,
4 cucchiai di Zucchero a velo,
4g in fogli,
1 fialetta di aroma alla Vaniglia,
50ml di latte,
Gelatina d’uva
 250gr di uva moscato,
un vasetto di gelatina al moscato, Cascina
Prunotto
(in alternativa 90ml di vino moscato),
6gr di gelatina in fogli,

PROCEDIMENTO
Far fondere a bagnomaria il burro per la base,
dopodiché preparare la base: Sminuzzare i biscotti secchi e mescolarli con lo
zucchero di canna e i semi di amaranto e 
il burro fuso.
Rivestire la base della placca del forno di
carta forno  e distribuire il composto livellandolo
bene e in modo uniforme (se non si desidera creare delle mono porzioni,
utilizzare nello stesso modo una teglia con cerchio apribile del diametro di
circa 18 cm). Mettere in frigorifero a solidificare almeno un’ora, tagliare con
il coppa pasta scelto le forme e riporre nuovamente in frigorifero.
Preparare la gelatina d’uva: Far
scaldare l’uva moscato (assaggiatela e se risulta molto dolce di suo,  non aggiungere alcun tipo di zucchero) in un
pentolino in modo che si rompa bene bene.
Nel frattempo mettere i fogli
di gelatina in un piatto pieno di acqua fredda a reidratare.
Passare l’uva con un frullatore
ad immersione e con un colino a maglie fitte filtrare il purè ottenuto in un
pentolino in modo da eliminare residui di buccia.
Rimettere l’uva nel pentolino
con la gelatina di moscato (o il moscato) e accender e il fuoco tenendolo basso
mescolando bene. Quando amalgamata, spegnere e aggiungere la gelatina ormai
molle, ben strizzata.
Lasciare intiepidire a
temperatura ambiente.
Preparare la crema: Montare la
panna con 4/5 cucchiai di zucchero a velo (a piacere). Scaldare leggermente il
latte e sciogliervi la gelatina (seguire la stessa procedura utilizzata per la
gelatina)
A parte lavorare con una
frustala ricotta (già setacciata) e lo yogurt. Aggiungere l’aroma di vaniglia e
incorporare delicatamente la panna montata facendo attenzione a non smontarla.
All’interno del coppa pasta
usato per tagliare  la base delle mini cheesecake,
mettere una striscia di acetato e chiuderlo con nastro adesivo (dovrà essere
staccabile facilmente dalle pareti del coppa pasta. Posizionare la base e con
un sac-a-poche riempire fino a metà altezza con la crema. Versare ora la
gelatina lasciando liberi i bordi e coprire con altra crema fino al bordo del
coppa pasta. Riporre in frigorifero e sfilare delicatamente il coppa pasta.
Procedere anche per gli altri nello stesso modo.
Dovranno solidificare in
frigorifero per almeno 3 ore.
Una volta pronti, togliere
delicatamente l’acetato e decorare con uva moscato e a piacere con pezzetti di
caramello e chicchi di amaranto (io li avevo usati tutti e non li ho messi).